Sicilia, 1492. Un bando crudele cancella mille anni di storia. Una famiglia lotta per non svanire nel buio dell’esilio.
Tra le alture di Castrum Novum, la famiglia Ben Ariel vive un’esistenza fatta di rispetto e integrazione. Giacobbe, stimato medico e banchiere, è l’ombra preziosa del Barone Antonio Barresi; sua moglie Rachele è il cuore pulsante di una casa che profuma di tradizioni millenarie. Ma l’ombra dell’Inquisizione e il bando di espulsione firmato dai “cattolicissimi” Isabella e Ferdinando raggiunge l’isola, imponendo una scelta disperata: conversione forzata, o abbandono della propria terra.
Mentre il popolo siciliano mugugna contro un’ingiustizia che priva l’isola dei migliori ingegni, i Ben Ariel tentano di sfidare il destino. Giacobbe decide di restare, ignorando che il tradimento si annida proprio tra le mura della fede.
L’azione precipita in una fuga attraverso valli aride e grotte leggendarie, segnata dal sacrificio eroico di un padre che sceglie di farsi scudo per la salvezza dei propri cari. Divisi dalla Storia ma uniti dal ricordo, i Ben Ariel intraprendono cammini opposti: Susanna verso le coste dorate dell’Impero Ottomano, Samuele e Rachele verso i ponti affollati di una Venezia sospettosa, dove l’arte dei dolci siciliani diventerà la loro nuova voce.
Rosalia Ferreri ci regala un affresco storico potente e commovente sulla resilienza, l’identità e la ricerca di una patria. Un romanzo che esplora il legame indissolubile tra un popolo e la sua terra, ricordandoci che, anche nel dolore dell’esilio, l’anima di una famiglia non può essere spezzata.
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